
Cresta, tatuaggi, abiti eccentrici, macchine di lusso e una personalità impossibile da confondere. Djibril Cissé non è mai stato un calciatore convenzionale.Quando nell’estate del 2011 arrivò alla Lazio, portò con sé non soltanto le aspettative di un attaccante reduce da una stagione importante in Grecia, ma anche un personaggio capace di far parlare di sé lontano dal rettangolo verde.La sua esperienza romana durò appena sei mesi. Eppure, tra sfoghi contro i tifosi, apparizioni in videoclip musicali accanto a un’ex pornostar e una successiva vicenda giudiziaria legata a un video intimo, il nome del francese finì più volte al centro dell’attenzione mediatica.Una storia in cui il calcio rappresenta soltanto una parte del racconto.Il caso del videoclip con Eva Henger: calcio, musica e mondo del pornoNell’ottobre 2011, mentre indossava la maglia della Lazio, Cissé fece parlare di sé anche per una partecipazione decisamente insolita.Il francese comparve nel videoclip musicale di «U R A Million $ Girl», brano di Dwaine, insieme a nomi della scena musicale americana come Puff Daddy, Trina e Keri Hilson.Ma la curiosità per il pubblico italiano era un’altra: nel video compariva anche Eva Henger, ex attrice pornografica ungherese.Cissé ed Eva Henger condividevano alcune scene del videoclip, un incontro tra due mondi apparentemente lontanissimi: il calcio e l’intrattenimento per adulti.La notizia venne ripresa dalla stampa italiana e il video diventò uno degli episodi più curiosi della sua esperienza romana.Non si trattava, però, di un film pornografico: era un videoclip musicale.Lo sfogo contro i tifosi della Lazio: «Branco di idioti»Se fuori dal campo Cissé amava attirare l’attenzione, anche sul terreno di gioco il suo carattere non passava inosservato.Il 1° dicembre 2011, dopo lo 0-0 contro il Vaslui in Europa League, il francese perse la pazienza.Non segnava da 77 giorni e le critiche dei sostenitori biancocelesti si erano fatte sempre più insistenti.La sua risposta arrivò direttamente su Twitter, appena tre minuti dopo il fischio finale:«Branco di idioti, rimpiangerete queste parole, tutti voi fottuti che parlate a vanvera».Cissé attaccò anche chi continuava a chiamarlo «Leone Nero», chiedendo di essere chiamato semplicemente Djib.La polemica diventò immediatamente un caso. Il giorno successivo arrivarono le scuse pubbliche e la società gli rivolse un richiamo per il linguaggio utilizzato.La vicenda della sextape di Mathieu Valbuena: Cissé finì sotto inchiesta.Qualche anno più tardi, nel 2015, il nome di Cissé tornò nelle cronache francesi per una vicenda ben più delicata.Questa volta al centro della storia c’era Mathieu Valbuena, suo ex compagno di squadra al Marsiglia.Un video intimo di Valbuena e della sua compagna era finito nelle mani di alcune persone che avrebbero tentato di utilizzarlo per ricattare il calciatore.Cissé venne arrestato e interrogato nell’ottobre 2015 insieme ad altre persone. La BBC precisò che gli investigatori non lo consideravano l’ideatore del presunto ricatto e che venne successivamente rilasciato.La vicenda, tuttavia, non finì lì.Nell’aprile 2017 venne formalmente incriminato in Francia per presunta complicità nel tentativo di estorsione. Cissé ha sempre contestato le accuse.Il passaggio fondamentale arriva nel luglio 2020: la procura di Versailles non chiese il rinvio a giudizio di Cissé nel procedimento. Fu quindi escluso dal processo celebrato nel 2021.È importante precisare che non venne condannato per quella vicenda e che il suo ruolo non va confuso con quello delle persone accusate di organizzare il ricatto.Un personaggio che non conosceva le mezze misure non era soltanto un centravanti. Amava la musica, si esibiva come DJ, aveva fondato un marchio di abbigliamento e coltivava una passione quasi smisurata per le automobili.
