CALCIATORI DIMENTICATI: JUAN MANUEL ITURBE.

«SONO UNA PIPPA»: ITURBE, IL FLOP DA 22 MILIONI CHE SI PRESE IN GIRO DA SOLO.

Quando un calciatore arriva alla Roma per una cifra enorme, le aspettative sono altissime. I tifosi sognano magie, i giornali parlano di un nuovo fenomeno e ogni prestazione viene analizzata al microscopio.Ma Manuel Iturbe, nell’autunno del 2014, decise di affrontare la pressione a modo suo: prendendosi in giro da solo! E la sua battuta, diventata una delle curiosità più simpatiche legate alla sua esperienza giallorossa, era tanto semplice quanto spiazzante.Nell’estate del 2014, la Roma investì circa 22 milioni di euro per portare Iturbe nella Capitale, dopo la sua straordinaria stagione con il Verona. L’argentino era stato conteso anche dalla Juventus e rappresentava uno degli acquisti più attesi del mercato italiano.L’inizio, però, fu complicato. Tra difficoltà di ambientamento e problemi fisici, Iturbe non riuscì a esprimersi con continuità. Segnò contro la Juventus in campionato e contro il CSKA Mosca in Champions League, ma proprio nella gara europea si infortunò.«La mia qualità? Adesso sono una pippa».Lo disse accompagnando la frase con una risata. Ma subito dopo spiegò il senso dell’autocritica: l’infortunio non gli aveva ancora permesso di mostrare il suo vero valore e il confronto quotidiano con i compagni e con l’allenatore lo stava aiutando a migliorare.Iturbe non era ancora riuscito a giustificare le aspettative da grande colpo di mercato e, anziché rifugiarsi nelle classiche frasi da calciatore, si era praticamente stroncato da solo in diretta radiofonica!E nella stessa intervista ammise di non sentirsi ancora un campione e scherzò sul fatto che doveva imparare a «dare un po’ di botte» agli avversari, visto che ne prendeva tante.Un’autocritica sincera, condita da ironia e dalla voglia di tornare in campo.

Torna in alto