TAIWO AL MILAN: IL SOGNO ROSSONERO, «OBAMA» E LA NOSTALGIA PER MARSIGLIA
Nell’estate del 2011, Taye Taiwo arriva al Milan a parametro zero dopo sei stagioni e mezzo all’Olympique Marsiglia. È convinto di poter conquistare la fascia sinistra e, secondo la stampa francese, aveva preferito la destinazione rossonera ad altre possibilità, compreso il Real Madrid.Ma la sua avventura prende presto una piega inaspettata. Un infortunio alla caviglia lo tiene fuori per settimane e, al rientro, trova sempre meno spazio. A dicembre racconta di aver disputato appena sei partite e di soffrire ogni giorno per il poco impiego.Anni dopo, Taiwo rivela un particolare divertente: Clarence Seedorf, uno dei campioni con cui condivide lo spogliatoio, per lui è semplicemente «Obama». Un soprannome che racconta il lato più informale di quel gruppo rossonero.Il posto sulla fascia sinistra è occupato da Luca Antonini e Taiwo non nasconde la propria convinzione: si riteneva più forte del compagno. Eppure, a distanza di anni, precisa che Antonini è suo amico e che lo sono ancora oggi. «Nel calcio si è rivali in campo, ma fuori si può essere amici».Nel dicembre 2011, il nigeriano spiega anche una delle sue difficoltà: non riusciva a comprendere bene le indicazioni dell’allenatore, perché parlava italiano troppo velocemente. Ammette inoltre che avrebbe dovuto imparare la lingua per ambientarsi meglio. Nei giorni liberi Taiwo torna a Marsiglia, dove considera José Anigo una figura paterna e ritrova l’amico Stéphane Mbia. A casa conserva i DVD delle sue partite con l’OM e ogni tanto li riguarda. È passato appena qualche mese dal trasferimento al Milan, ma il terzino sembra già vivere di ricordi.Alla fine, dopo soli cinque mesi, riparte in prestito al Queens Park Rangers. Anni dopo spiegherà che l’infortunio alla caviglia e le difficoltà linguistiche avevano compromesso la sua esperienza. E ammetterà che, se avesse avuto più tempo, avrebbe voluto dimostrare al Milan lo stesso valore mostrato in Francia.
