Il tracollo non nasce oggi: tra settori giovanili in difficoltà, meno tecnica individuale e un campionato che ha perso i suoi campioni, la Serie A non è più il punto di riferimento di un tempo.
Fine sogno per l’Atalanta, ultima italiana rimasta ancora in corsa in Champions.
Ma probabilmente, tutte queste eliminazioni non sono più un caso per il calcio italiano

Il calcio italiano sta perdendo sempre di più valore, ma non è un Bayern Monaco troppo più forte che batte l’Atalanta 1-6 a farci aprire gli occhi ora!
Da anni stiamo vedendo un tracollo senza precedenti, la dimostrazione l’abbiamo avuta con la Juve, il Napoli e l’Inter quest’anno.
Non è più un caso, mancanza di settori giovanili all’altezza? Veramente non si lavora più sulla tecnica individuale?
È così strano pensare a tutto ciò , ma probabilmente fin quando non si risolveranno questi grandi problemi è difficile dare una risposta concreta a questa situazione. Un tempo il nostro campionato italiano era invidiato da tutti, proprio perché era zeppo di campioni. E chi non si meritava spazio nella formazione titolare evidentemente non lo meritava, per la troppa abbondanza di qualità che governava tra i calciatori delle varie squadre, un tempo si chiamavano “le 7 sorelle”, ancora qualcuno osa paragonarle con quelle di ora, solo ed esclusivamente sia perché probabilmente il calcio ha la memoria corta(come ho già detto tante volte) e sia perché si confonde spesso l’equilibrio della classifica con la qualità dell’epoca, errore madornale!
La Germania e la Spagna specialmente sono avanti anni luce, lo dimostra il fatto che, Musiala, centrocampista del Bayern Monaco, è da quasi 5 anni che gioca titolare nella sua squadra e oggi comanda totalmente il gioco nel centrocampo del Bayern. È giusto riflettere.

