Almeyda scuote il calcio: ‘Missili da 50 milioni e poi parliamo di fame’

Matias Almeyda senza peli sulla lingua sottolinea la triste realtà che stanno attraversando i paesi in guerra.

Le parole dell’ex calciatore argentino e attuale allenatore del Siviglia devono farci pensare, perché l’uomo viene prima del professionista. “C’è andare a giocare una partita. Dobbiamo capire che il calcio è il riflesso fedele della società. Perché oggi ci sono delle guerre e noi parliamo di giocare una partita: questo significa che non ci importa nulla. Questa è la parte triste del calcio, il business deve andare avanti e ogni cosa lo segue.

Tirano missili che costano 50 milioni di euro. E dopo diciamo: ‘in Africa c’è la fame‘. Io dico: perché invece di tirare quei missili non spendiamo 50 milioni di euro in cibo, in istruzione? Continuiamo a vivere in un mondo che è un mondo ognuno per sé.”
Un’affermazione grave ma contiene tantissima verità, perché questo tema non è mai stato affrontato tanto. Probabilmente con più sensibilità sottolineando le priorità di questa triste vicenda, impareremo che responsabilizzarsi nei momenti di dolore, aiutando l’altro potrà farci diventare persone migliori. La passione per il calcio deve rimanere ma a volte, è giusto che passi in secondo piano per dinamiche che sono addirittura più grandi di noi. Non discostiamoci troppo dalla realtà
Conferenza stampa post-partita letteralmente da brividi!

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