Nel 2026 le polemiche sugli errori arbitrali sembrano essere persino più numerose rispetto al passato. E questo è un vero paradosso.

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo: il VAR è stato introdotto nella stagione 2017/2018 e ormai sono passati quasi nove anni. I risultati però, a malincuore, non sono stati eccellenti. Gli episodi clamorosi che si sono verificati in questi anni lo dimostrano.
Non è bello attaccarsi agli episodi arbitrali, soprattutto quando la propria squadra del cuore perde. Spesso una sconfitta nasce prima di tutto da una prestazione non all’altezza. Tuttavia, quando si vedono determinate dinamiche — anche piuttosto evidenti — è legittimo chiedersi come sia possibile che la classe arbitrale non intervenga.
Probabilmente è vero che qualcuno non sia all’altezza del ruolo. Ma è altrettanto evidente che non tutti abbiano compreso fino in fondo il funzionamento del VAR. E, in molti casi, non si è compresa nemmeno l’applicazione del regolamento.

Ed è proprio qui che nasce il paradosso: con uno strumento come il VAR le polemiche dovrebbero diminuire, invece continuano ad aumentare in maniera vertiginosa.
Il mestiere dell’arbitro è sicuramente molto complesso, come del resto qualsiasi altro lavoro. Tuttavia, per mantenere credibilità, è necessario migliorare. Ancora oggi assistiamo a decisioni sbagliate su episodi che dovrebbero essere chiari.
Non si può continuare così: serve più chiarezza.
Gli episodi di Inter-Juventus e Milan-Inter rispecchiano perfettamente la situazione attuale. Perché gli errori si possono commettere — nessuno è perfetto — ma non su situazioni platealmente evidenti, che in teoria non dovrebbero nemmeno essere oggetto di discussione.
