Nelle notti europee emergono le categorie: il leader silenzioso del Real Madrid e il talento georgiano del PSG decidono i match che contano
La differenza tra giocatori normali e fuoriclasse si vede proprio nelle partite in cui la palla scotta. Valverde e Kvaratskhelia sono la dimostrazione di appartenere a un’altra categoria. Tra l’altro, per quanto possa essere forte l’uruguaiano, non viene citato abbastanza spesso: non è solo un centrocampista, ma un giocatore capace di interpretare più ruoli con qualità e personalità.
Il Real Madrid, anche senza Mbappé e Bellingham, due pilastri fondamentali, è riuscito a mettere in difficoltà il Manchester City. Per Guardiola, probabilmente, questa sarà la quarta eliminazione nelle ultime cinque stagioni.

I blancos in Champions League si trasformano. Possono trovarsi davanti una squadra con un organico più forte o magari in un momento migliore, ma non partono mai davvero sfavoriti. Questa è la loro competizione: 15 Champions League non si vincono per caso, la storia parla chiaro.
Kvaratskhelia entra e segna una doppietta, spaccando completamente il match e chiudendo il primo round contro il Chelsea. Il georgiano, passato dal Napoli al PSG lo scorso anno, ha compiuto un ulteriore salto di qualità.
Ma Kvaratskhelia era già un predestinato a Napoli: un giocatore che meritava palcoscenici come il Parco dei Principi. Un talento troppo importante, troppo impattante.
Probabilmente il Napoli ha avuto il privilegio di goderselo per due anni e mezzo, ma ne è valsa comunque la pena. Perché il suo destino, forse, era già scritto altrove.
